La parte più complessa dopo aver ricevuto la cartella di pagamento riguarda sicuramente la valutazione della fattibilità del ricorso. Cioè, il momento in cui occorre individuare concretamente i motivi per cui si può proporre ricorso o chiedere l’annullamento in autotutela.
Tra i vizi formali che spesso sono presenti nelle cartelle di pagamento c’è il difetto di motivazione. Dobbiamo infatti sapere che la cartella di pagamento, come qualsiasi altro atto che ci viene notificato dall’Agenzia della Riscossione, deve dirci chiaramente per quali ragioni è stata emessa la cartella di pagamento. Infatti, se la motivazione è assente o insufficiente a far comprendere le ragioni della pretesa, l’atto potrà essere annullato proprio per difetto di motivazione. Altro vizio formale è l’omessa indicazione del responsabile del procedimento. Oppure, spesso accade che la cartella di pagamento si riferisca a un atto precedente che non è stato mai notificato al contribuente.
Questo è un grave vizio che porta all’annullabilità della cartella. Dobbiamo, infine, sapere che le cartelle esattoriali devono essere notificate entro un certo termine, scaduto il quale l’Agenzia della Riscossione non può più procedere per esigere le somme intimate con la cartella di pagamento.
Dunque, per risolvere la propria situazione debitoria è sempre indispensabile rivolgersi a un professionista competente in materia. Il nostro studio legale Sgrò, con sede a Roma, specializzato in materia da oltre 15 anni, lavora da sempre per permette ai propri assistiti di valutare nel complesso la situazione debitoria fiscale e individuare le migliori strategie per controllare il debito, ridurre o annullare la pretesa impositiva.